Uno stadio che cambia il calcio“, questo il motto coniato per l’avvenimento. Lo stile, il design e la cura con cui sono stati realizzati gli interni è qualcosa di sorprendente quanto avvenieristico. I pennoni alti quasi 90 metri simboleggiano la continuità tra presente e futuro, con un’architettura degna dei più rappresentativi monumenti mondiali.

La pista d’atletica è solo un lontano ricordo. L’assenza di barriere unita alla concezione di uno stadio pensato e creato per le famiglie, per essere vissuto quotidianamente, avvicinano a quella cultura sportiva inglese qui tanto guardiamo e ci relazioniamo, troppo spesso solo a parole. E’ si, perchè la distanza minima di soli 7,5 metri dal campo, in qualunque settore o tribuna ci si trovi, non è cosa da poco. Anzi, obbliga il pubblico ad attenersi a delle regole cardini di un senso civico-sportivo che apre una breccia all’interno delle abitudini in uso negli stadi del nostro paese. Una rivoluzione culturale ancor prima che sportiva.

Per lo speciale avvenimento nulla è stato lasciato al caso. Una cerimonia spettacolare, ricca di coreografie ed effetti speciali preparati con dovizia ed originalità dalla K-Events, orchestrata per l’occasione da Marco Balich, e da centinaia di tifosi selezionati che hanno visto concretizzarsi l’amore e la passione con cui per giorni hanno provato le sequenze. Tanti ospiti, tanti i richiami al passato, in un’atmosfera suggestiva che ha accompagnato la serata nel suo intero svolgimento, dalle 19.00 alla mezzanotte inoltrata. Presenti all’appello alcuni volti che hanno segnato la storia del club, da un visibilmente commosso Marcello Lippi al mai dimenticato Sentimenti IV (portiere di 91 anni), da Fabio Capello a Roberto Bettega, da Franco Causio a Di Livio, passando per Ciro Ferrara ed altri simboli della juventinità come Beppe Furino ed Antonio Cuccureddu. Assente giustificato l’attuale pres. dell’Uefa Michelle Platini, che con un messaggio più da tifoso che da rappresentante del massimo organo calcistico europeo, ha rivolto un caloroso in bocca al lupo a tutto il popolo bianconero.

Splendida la cornice di pubblico, impreziosita da volti dello spettacolo quali Laura Chiatti, Luciana Littizzetto, Linus (conduttore) e Cristina Chiabotto (madrina della serata), e dalla famiglia Agnelli-Elkann presente al completo. Toccante il ricordo di Umberto e Gianni Agnelli, accompagnato da un silenzio surreale rotto solo dal tributo finale dei 40.000 presenti; ma soprattutto quello della tragedia dell’Heysel, quando persero la vita molti tifosi della Juve e del Liverpool, in quella maledetta finale di Champions del 29 maggio 1985: raccontato con una coreografia commovente, ma mai banale, non mossa dalla retorica più spicciola. Simpatico il siparietto tra l’ex n. 1 Giampiero Boniperti (ex giocatore nonchè presidente) ed Alessandro Del Piero, legati da un filo conduttore che reca radici lontane, risalenti all’approdo dell’attuale capitano a Torino, 18 anni fa. I due hanno ripercorso insieme alcuni dei passi più importanti dei 114 anni di storia della squadra, storia che hanno contribuito a scrivere, come i due hanno tenuto a sottolineare. Poi la partita, ciliegina sulla torta di una serata che difficlmente dimenticheranno non solo i presenti, ma tutti i sostenitori della società fondata nel 1897 su una panchina nei pressi del Liceo d’Azeglio, nel capoluogo piemontese (anche questo evento, richiamato con una coreografia acrobatica emozionante). Ospite d’onore la squadra che nel 1904 prestò per la prima volta la divisa a strisce bianche e nere ai colleghi dello stivale. Una maglia che sostituiva la classica tinta unita rosa, e che è divenuta ormai un segno di riconoscimento del club italiano. Finisce 1-1 col Notts County, squdra di First Division inglese (la nostra Lega Pro 1), ma il risultato poco importa. Conta di più l’applauso tributato all’autore del pareggio Leon Hughes, vecchia gloria della Premier League, un segnale che, se non legato solo alla natura amichevole dell’incontro, potrebbe avere dei risvolti inaspettati e forti per il futuro. Troppa l’emozione dei giocatori, dopo una manifestazione che hanno vissuto in prima persona, disposti sulle nuove panchine ricavate ai piedi della tribuna centrale, per rendere una sgambata tra amici una partita godibile. Vien da pensare che mai come quest’anno i giocatori della Juventus sentiranno il peso della maglia bianconera. Il peso delle aspettative dei milioni di tifosi che la Vecchia Signora vanta nei quattro angoli del globo. Persone le cui aspettative, frustrate dai recenti risultati sportivi, confluiranno nella speranza che il nuovo stadio restituirà a squadra e società la verve ed il carisma persi per strada. La difficile strada della ricostruzione: non solo di un impianto, sorto dalle ceneri del vecchio, vincente e discusso Delle Alpi, ma di uno stile e di un’immagine attraverso le quali passa il futuro di tutto ciò che rappresenta la Juventus in Italia e nel mondo.

JUVENTUS-NOTTS COUNTY 1-1

Finisce in parità, 1-1, la gara che ha inaugurato il nuovo stadio della Juventus. Contro il Notts County è pareggio grazie al gol di Luca Toni per i bianconeri (che ha ribadito in rete dopo il rigore sbagliato da Quagliarella) e di Hughes per gli ospiti a tre minuti dalla fine. Quella giocata nella scintillante casa bianconera è stata più che altro una sgambata in vista della prima gara di campionato nella quale la Juve affronterà il Parma.

Una sgambata di allenamento. Nulla più. È stata più che altro una prova generale in vista della gara di domenica contro il Parma la passerella che stasera ha visto in campo i giocatori della Juventus. Una gara iniziata tardi, dopo le 22, che è servita per dare spazio a tutti, anche ai più giovani, contro una formazione come il Notts County che, con tutto il rispetto del caso, nel nostro campionato faticherebbe forse a strappare un pari anche contro l’ultima della classe. Che la partita fosse più che altro un allenamento lo si è capito alla consegna delle distinte: Conte ha portato per l’occasione ben 40 giocatori, ovvero tutta la prima squadra e tutta la Primavera. Ma è stata l’occasione per oliare quei meccanismi tattici che in certe occasioni durante le sfide estive di precampionato avevano cigolato anche troppo.

Il 4-2-4 di Conte non è nulla più che un 4-4-2 con due esterni che spingono un po’ di più, come ha più volte affermato lo stesso allenatore, e ieri sera proprio alcuni interessanti affondi sulle corsie esterne si sono visti soprattutto da sinistra dove nel primo tempo agiva l’ultimo arrivato, Elia. Poca roba comunque, vista la caratura della rivale. Il resto è cronaca con la Juve pericolosa nel primo tempo in almeno tre occasioni: prima con una conclusione a lato di Elia e poi con quelle alte sopra la traversa di Del Piero e Pepe.

Nella ripresa girandola di cambi con un occhio anche ad un altro neo acquisto, il paraguayano Estigarribbia, molto dinamico nonostante il jetlag per il rientro dall’Honduras dove aveva giocato con la sua nazionale. E finalmente all’8′ il gol della Juventus: rigore di Quagliarella respinto dal portiere Burch e tocco ravvicinato di Toni per il momentaneo 1-0. Un gol che però non è bastato perché a tre minuti dalla fine ci ha pensato Hughes a sfruttare una mischia in area juventina e a chiudere la sfida in parità.

Il Tabellino

JUVENTUS: Buffon (1’st. Storari, 3’ st. Manninger), Motta (28’ st. Chiellini) , Bonucci (36’ st Lichsteiner), Barzagli (15’ st. Liviero), De Ceglie (1’ st. Sorensen), Pazienza (28’ st. Pirlo), Vidal (1’ st. Marrone), Pepe (1’ st. Estigarribia), Matri (1’ st. Toni), Del Piero (1’ st. Quagliarella), Elia (17’ st. Ruggiero). A disposizione: Manninger, Grosso, Marchisio, Vucinic, Giaccherini, Lichtsteiner, Krasic,  Gabriel Appelt, Carfora, Chibsah, Corticchia, Di Dio, Emmanuello, Carlos Garcia Lanini, Libertazzi,  Rubin, Schiavone, Spinazzola, Untersee. Allenatore: Antonio Conte

NOTTS COUNTY: Burch (11’ st. Stuart), Kelly (1’ st. Sheehan), Edwards (1’ st. Judge), Pearce (24’ st Hollis, Demontagnac (15’ st. Hughes Jeff), Hawley (15’ st. Burgess), Bishop (1’ st. Chilvers), Stirling, Ravenhill (15’ st. Hughes Lee), Allen (15’ st. Thompson, 30’ st. Bencherif), Mahon (1’ st. Nicholas). Allenatore: Martin Allen

Arbitro: De Marco di Chiavari

Reti: Toni 9’ st (J), Lee Hughes 42’ st (N)

Fonte: rsnews, Sportmediaset