Ciro Ferrara, allenatore della Juventus

 

I jolly sono finiti“. Lo aveva detto Jean Claude Blanc dopo la secca sconfitta della Juventus a Palermo. Due sere fa, però, Ciro Ferrara se n’è trovato un altro nella manica e se l’è giocato in Champions League contro l’altro Blanc, Laurent. Ora però la Juventus non può più permettersi né jolly né passi falsi. Perché il prossimo mese sarà decisivo, la Juve si gioca tutto: il passaggio del girone in casa contro il Bayern e la possibilità di continuare a sperare nello scudetto il 5 dicembre, sempre in casa, contro l’Inter.

La sconfitta contro il Bordeaux preoccupa non tanto per il 2-0, ma per la prestazione disastrosa della Juventus. Mai in partita, confusa, senza identità, senza idee, schiantata da un ottimo collettivo (ma niente a che vedere col Barcellona vittorioso sull’Inter). Gli uomini chiave hanno deluso, primo tra tutti Alessandro Del Piero. Il capitano, rientrato dopo 3 mesi, ha giocato titolare per la prima volta in stagione senza brillare, faticando a trovare la posizione sulla sinistra. Amauri non ha avuto un pallone giocabile, i tre rifinitori sono rimasti spesso ai margini dal gioco, tagliati fuori dal centrocampo francese, molto più organizzato e muscolare. Diego, opaco, si è intravisto a tratti. Camoranesi, nervoso, si è preoccupato più di randellare gli avversari che di proporre assist. La difesa si è aggrappata a Buffon e Chiellini, ma entrambi i gol sono arrivati da palle inattive, con la retroguardia schierata.

La Juventus è rientrata a Torino subito dopo la partita, poco prima delle 3 di notte. Ieri alle 11 tutti a Vinovo per preparare la partita contro il Cagliari. Ciro Ferrara ha voluto analizzare la partita con il suo staff e tutti i giocatori prima dell’inizio dell’allenamento. Una riunione tecnica durata circa mezz’ora, poi tutti in campo a testa bassa.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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