«No, delle nuove intercettazioni ho sentito soltanto parlare, ma non ho ancora la documentazione in mano. Dovrò procurarmela nel caso in cui, come credo, la Juventus mi chiedesse un parere sulla possibile riapertura del processo».Nel giorno di Pasquetta l’avvocato Cesare Zaccone è nel suo studio a lavorare: quattro anni dopo i fatti di Calciopoli il suo nome circola ancora nei blog dei tifosi bianconeri infuriati e per sempre nell’immaginario collettivo sarà ricordato come il legale che, nel luglio 2006, pronunciò la famosa frase davanti al presidente della Caf, Cesare Ruperto: «Una Juventus in B con penalizzazione mi sembra una pena congrua».
Adesso però, dopo che sono stati pubblicati i colloqui tra Bergamo, Moratti e Meani, rischia di essere doppiamente sbeffecciato: in fin dei conti, i comportamenti di Juventus, Inter e Milan non sembravano dissimili e con quelle carte in mano probabilmente avrebbe potuto cambiare la linea difensiva, modificando anche il corso della storia bianconera. Non soltanto danno, dunque, ma due volte beffa.
VALUTAZIONI DIVERSE – Zaccone si muove però sempre cautamente, come è nell’indole del personaggio. In 59 anni di onorata carriera l’iscrizione all’albo del Foro di Torino risale al settembre 1951 – ha affrontato centinaia di processi e cause importanti (tra cui anche il processo d’appello vinto sul caso doping della Juventus), ma sempre al riparo dalle luci del palcoscenico. «Se queste intercettazioni dimostrano le responsabilità di altre società, a me servono a poco perché la Juventus resta comunque coinvolta. Anche se tutti telefonavano al designatore, la consuetudine rimane pur sempre illecita. Tuttavia, cambierebbe la contestualizzazione di quei fatti, ci sarebbe una valutazione diversa del quadro generale in cui si muovevano le società di calcio. E anche la linea giudicante avrebbe potuto essere più morbida».
SELEZIONE – Usa il condizionale Zaccone, consapevole che anche lui avrebbe agito in un altro modo. «Queste nuove telefonate sorprendono anche noi. All’epoca dei fatti non erano a nostra disposizione. Mi sembra un fatto assai grave che gli inquirenti abbiano fatto una selezione delle intercettazione da mettere agli atti, quasi un indirizzo premeditato soltanto contro una società». Parole dure nei confronti dei pm e di chi ha condotto le indagini, sottraendo materiale assai importante per la Juventus. Quattro anni fa però la situazione era molto diversa: non si tratta di un alibi, ma della constatazione delle condizioni in cui ci si muoveva. Il processo sportivo doveva essere chiuso in fretta perché la nuova stagione incombeva (tra il giudizio di primo e secondo grado passarono appena 11 giorni, dal 14 al 25 luglio), la pressione era altissima, fu impossibile ascoltare tutte le intercettazioni nell’arco di venti giorni, non a caso i legali di Luciano Moggi con un lavoro certosino hanno impiegato un anno e mezzo per individuare in quella mole di telefonate quelle che coinvolgevano anche Inter e Milan.
REVISIONE – Zaccone rimane attendista su quello che succederà in futuro: «Staremo a vedere cosa emergerà, se ci sono altri aspetti non esplorati, se ci saranno ulteriori rivelazioni». Ma è possibilista sulla revisione: «Certo che prenderemo in considerazione la possibilità di riaprire il processo sportivo. Se emergono elementi nuovi, possiamo provarci. Per questo mi devo procurare le intercettazioni, la Juventus mi chiederà un parere». Vuole farsi trovare pronto e rigetta ancora adesso i clamori su Calciopoli e la nomea di essere l’avvocato della Juve che patteggia la retrocessione. «La situazione era a dir poco drammatica – ricorda – e, siccome il comportamento dei dirigenti ricade inevitabilmente sulla società, non c’era molto da fare. Noi avevamo addirittura due dirigenti colpevoli e quindi che cosa dovevamo fare secondo voi? O difendevamo i dirigenti oppure prendevamo le distanze da loro per cercare di far sopravvivere la Juve. Abbiamo scelto la seconda strada. Noi volevamo una giustizia equa, però i dati di fatto nei nostri confronti erano drammatici. Erano da serie C, il che avrebbe significato la serranda per la Juventus. Ci siamo permessi di chiedere una B senza penalizzazione». Con queste nuove rivelazioni, la Juventus probabilmente non sarebbe mai andata in B.
Fonte: Tuttosport
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